Volti inattesi | 07 - 13 agosto 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Il futuro, made in China
di Evan Osnos sul New Yorker
La Cina “è impaziente di ripristinare la propria preminenza storica, dopo duecento anni di quella che il Partito considera una povertà anomala”. E nella presidenza Trump potrebbe aver trovato uno spiraglio. Vent’anni di investimenti cinesi nella ricerca e nella politica estera stanno dando i loro frutti, proprio nel momento in cui l’America vacilla sulla scena mondiale. Un reportage grandioso.
Che fine ha fatto al-Qaeda?
di Graeme Wood su The Atlantic
A venticinque anni dall’11 settembre, gli analisti non riescono a decidere se l’organizzazione terroristica sia ormai defunta o più minacciosa che mai.
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Il mentore: come Roy Cohn ha insegnato tutto a Donald Trump
di Kai Bird e Susan Goldmark sul New Yorker
Quando il primo procuratore generale del presidente Trump, Jeff Sessions, si ricusò da un’indagine federale sui legami tra la campagna di Trump e la Russia, nel 2017, il presidente andò su tutte le furie. “Dov’è il mio Roy Cohn?”, urlò. Ma Roy Cohn – canaglia americana e avvocato che contribuì a mandare Julius ed Ethel Rosenberg sulla sedia elettrica, aiutò il senatore Joseph McCarthy a mettere in atto la Paura rossa e insegnò a Trump i trucchi del mestiere nel settore immobiliare – era morto da tempo.
Trump e Cohn si erano conosciuti quarantaquattro anni prima, nel 1973. La cronista mondana del New York Post Cindy Adams raccontò in seguito che il suo vecchio amico Cohn le presentò il nuovo protetto a una cena poco dopo. Trump non aveva ancora trent’anni ed era un ambizioso costruttore immobiliare della periferia newyorkese. Nella sua rubrica, Adams scrisse che Cohn le disse: “Un giorno questo ragazzo possiederà New York”. Cohn, che era un omosessuale non dichiarato, era invariabilmente attratto da quelli che si potrebbero definire über-gentili: alti, biondi, con gli occhi azzurri. “Roy adorava circondarsi di uomini eterosessuali attraenti”, osservò Robert S. Cohen, un avvocato divorzista che aveva lavorato per lui negli anni Sessanta. Trump – biondo, un metro e novanta – rispondeva ai requisiti.
La spinta imperiale degli Emirati in Africa
di William Wallis e Peter Andringa sul Financial Times
Lo Stato del Golfo sta investendo massicciamente in terreni, porti e influenza in tutto il continente. Ma i suoi obiettivi intrecciati hanno un prezzo.
Larry Ellison diventerà il volto della bolla dell’AI?
di Jonathan Mahler, Jim Rutenberg e Kirsten Grind sul New York Times Magazine
Un’indagine sulla rischiosa e affannosa corsa, alimentata dal debito, del miliardario ottantunenne per trasformare il suo impero dei dati, Oracle, in un colosso dell’intelligenza artificiale.
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Bugie tossiche
di Holbrook Mohr e Mitch Weiss su The Atavist
Per decenni, i lavoratori di un impianto nucleare in Kentucky sono stati esposti a livelli pericolosi di radiazioni. La dirigenza li rassicurava che non c’era nulla che non andasse. Poi quattro amici hanno rischiato tutto per rivelare la verità.
E se Freud avesse avuto ragione?
di Scott Stossel su The Atlantic
Un neuroscienziato osa sostenere che la vecchia psicoanalisi custodisca la chiave per curare le malattie mentali.
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Il vangelo secondo Anthony Bourdain
di Aaron Timms sul New York Times Magazine
I fan del compianto scrittore e chef gli tributano una devozione da setta. Ma hanno frainteso il suo messaggio?
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La rivincita del piccione
di Alessia Colaianni su Il Tascabile
Siamo abituati a considerarli fastidiosi, sporchi e ottusi. Ma in realtà diverse ricerche mostrano come i piccioni siano animali estremamente intelligenti, custodi dei misteri dell’evoluzione e insospettabili alleati nella conservazione della biodiversità.
Taylor, scusami, tutto di personale
di Gianni Montieri su Mezza Riga
Si tratta di conoscere le misure del tennis, quelle esatte e queste riguardano la leggerezza, con la grazia, col talento e con la bellezza. Nessuna di queste caratteristiche hanno a che fare con Fritz, non è colpa sua si capisce, ma così stanno le cose.
Fritz, tennista da ferramenta: dove finisce la poesia della volée comincia un tennis che tira fortissimo e non commuove nessuno. Una odiografia.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni.












