Un trono dietro le sbarre | 06 - 12 marzo 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Come Trump ha deciso di andare in guerra
di Mark Mazzetti, Julian E. Barnes, Tyler Pager, Edward Wong, Eric Schmitt e Ronen Bergman sul New York Times
L’adesione di Trump all’opzione militare contro l’Iran è stata spinta dal leader israeliano Benjamin Netanyahu, determinato a far naufragare i negoziati diplomatici. Pochi tra i consiglieri del presidente hanno espresso contrarietà. Un’indagine.
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Potere senza un trono: come Khalifa Haftar controlla la Libia
di Anas El Gomati sul Guardian
Quando la Nato contribuì a rovesciare Gheddafi nel 2011, c’erano speranze di un nuovo inizio. Più di un decennio dopo, un ex asset della CIA guida il paese, e la Libia è diventata l’ennesima lezione sulle conseguenze inattese dell’intervento straniero.
Un infiltrato nel carcere
di James Verini sul New Yorker
Nel 2019, appena due settimane prima dell’apertura del nuovo carcere di Nashville, un agente penitenziario notò qualcosa di strano. Stava sistemando chiavi e altra attrezzatura per la nuova struttura quando vide un’anomalia: uno dei portachiavi aveva una forma diversa da tutti gli altri. Gli altri erano a ferro di cavallo. Questo era circolare.
Chiamò l’addetto al controllo delle chiavi del carcere. “Noi non usiamo anelli così”, gli disse. I due approfondirono e, dopo aver esaminato le immagini delle telecamere di sorveglianza, capirono presto di avere un problema: qualcuno si era introdotto nel carcere mentre era ancora in costruzione.
E non uno qualunque. Pochi giorni dopo, la polizia arrestò Alexander Friedmann, uno dei più noti attivisti americani per la riforma carceraria, mentre cercava, ancora una volta, di intrufolarsi nell’edificio. Per mesi, Friedmann, sempre con cura indossando una mascherina, si era finto un operaio ed era entrato nella struttura. Aveva nascosto pistole, lamette e attrezzi in scomparti segreti sparsi per l’edificio: uno dietro uno specchio in un bagno, un altro in una sala colloqui.
In questo articolo, il giornalista James Verini indaga su questo crimine bizzarro e inquietante. Friedmann era ammirato negli ambienti della riforma della giustizia penale anche perché aveva ribaltato la propria vita. Da giovane era stato in carcere per quasi un decennio, dopo una condanna per rapina a mano armata e tentato omicidio. Oltre al suo attivismo, era diventato un drammaturgo vincitore di un premio PEN. Aveva anche fatto da consulente al Last Week Tonight with John Oliver e sulla legislazione carceraria per Bernie Sanders. Era noto come “il tipo di attivista che poteva piacere anche a chi normalmente non sopporta gli attivisti”, scrive l’autore. Allora perché stava nascondendo oggetti pericolosi nel nuovo carcere di Nashville?
James Verini ha seguito il processo di Friedmann e ha esplorato le sue possibili motivazioni, parlando con amici e familiari, arrivando perfino a scambiare lettere con lo stesso Friedmann. Una storia straordinaria raccontata con una scrittura eccellente.
Pete Buttigieg può conquistare la Presidenza?
di Graeme Wood su The Atlantic
Ha la barba, una mazza spaccalegna e una casa in Michigan. E anche un po’ di esperienza politica. Basterà per convincere l’America che è un uomo del popolo? Un ritratto.
Benvenuti nel Wyoming, la frontiera della nuova età dell’oro americana
di Katie Benner, Steven Rich, Mike Baker e John Branch sul New York Times
Jackson, nel Wyoming, è da tempo un rifugio per ricchi. Ma negli ultimi cinque anni c’è stato un boom di ricchezza di un tipo mai visto prima. Negli Stati Uniti i tagli fiscali del 2017 hanno creato centinaia di nuovi miliardari.
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Cinture allacciate per cieli più turbolenti
di Burkhard Bilger sul New Yorker
I passeggeri che hanno paura di volare temono il momento in cui il comandante prende il microfono all’inizio del volo e, in mezzo al solito annuncio pronunciato con sicurezza, cambia appena tono per dire qualcosa come: “Sembra che lungo la rotta potremmo incontrare un po’ di aria turbolenta, quindi lasceremo accesa la spia…”. Cinture allacciate. Ma a quanto pare quella è la turbolenza “buona”, prevista molte miglia prima, messa in conto, forse evitata. Come racconta questa storia, esiste però un altro tipo di turbolenza, molto più pericoloso, che può comparire all’improvviso in un’aria apparentemente limpida, come “un dosso invisibile nel cielo”. E, a causa dei cambiamenti del clima, sta diventando sempre più comune.
Come la tecnologia si è rivoltata contro le donne
di Laura Bates sul Financial Times
Mentre proliferano immagini sessualizzate generate dall’intelligenza artificiale e si diffonde l’abuso facilitato dalle app, stiamo camminando nel sonno verso una nuova èra di disuguaglianza di genere. È il momento di una nuova regolamentazione. Un saggio.
Un “farmaco vivente” può curare le malattie autoimmuni?
di Jason Liebowitz sul New Yorker
Il CAR-T è stato sviluppato come trattamento oncologico. Ora sta mostrando risultati promettenti per condizioni da tempo considerate incurabili, come il lupus e la sclerosi multipla.
La gran dama degli Epstein Files
di Jessica Bennett e Katie Ryder sul New York Magazine
Peggy Siegal, un tempo la più potente addetta stampa di New York, si difende: “Era come se il diavolo l’avesse sentito nella mia voce. In qualche modo aveva capito qual era la cosa peggiore che potesse chiedermi”.
L’anno decisivo per la Formula 1
di Samuel Agini e Josh Noble sul Financial Times
Il campionato automobilistico più famoso del mondo ha nuove regole, nuove scuderie e un nuovo broadcaster statunitense (Apple). Sarà la giusta ricetta per crescere ancora?












