Reinventare la violenza | 24 - 30 aprile 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
I generali che governano l’Iran
di Farnaz Fassihi sul New York Times
Quando l’ayatollah Ali Khamenei governava l’Iran come guida suprema, esercitava un controllo assoluto su tutte le decisioni riguardanti la guerra, la pace e i negoziati con gli Stati Uniti. Ma questo eccellente reportage svela che suo figlio e successore non ricopre lo stesso ruolo. Mojtaba Khamenei è in attesa di una protesi per la gamba e fatica a parlare dopo aver riportato gravi ferite negli attacchi in cui è morto suo padre. Da quando è stato nominato, a marzo, non è stato visto né sentito pubblicamente. È invece il comando dei Guardiani della Rivoluzione a governare di fatto il paese.
I Guardiani hanno da tempo un peso rilevante negli affari militari, politici ed economici dell’Iran. Ma sotto il vecchio Khamenei facevano comunque riferimento a una figura religiosa che era anche comandante in capo delle forze armate. La morte di Khamenei, il primo giorno di guerra, ha creato un vuoto e un’opportunità. I Guardiani si sono stretti attorno a Mojtaba e hanno avuto un ruolo determinante nel portarlo verso la nomina a guida suprema. Da allora sono loro a dettare la linea.
La Repubblica islamica si avvia verso una nuova èra: non è più un regime guidato dai uomini religiosi, ma quello che abbiamo davanti sono le prime fasi di un regime militare.
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Trump, il Papa e una nuova guerra santa
di Matthew Avery Sutton sul Wall Street Journal
La storica rottura del presidente americano con il pontefice minaccia di ribaltare un secolo di partnership strategica. Un’analisi approfondita.
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La prossima crisi alimentare globale
di Adam Hanieh sul Financial Times
Fame e persino carestia sono conseguenze prevedibili della guerra all’Iran. Ora il mondo deve agire per proteggere i più poveri da effetti che si protrarranno ben oltre la fine dei combattimenti. Un saggio.
I ricchi e potenti vogliono vivere per sempre. E se ci riuscissero?
di Mark O’Connell sul New York Times Magazine
Dal Cremlino alla Silicon Valley, alcune delle persone più potenti al mondo ora vogliono qualcosa di più: la vita eterna.
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Come una gang carceraria brasiliana è diventata una potenza globale della cocaina
di Samantha Pearson sul Wall Street Journal
Il Primeiro Comando da Capital sta rapidamente diventando una delle più grandi organizzazioni criminali al mondo, ridisegnando i flussi globali della cocaina dal Sud America ai porti più trafficati d’Europa e facendosi strada anche negli Stati Uniti. Il PCC è nato negli anni Novanta come un gruppo di detenuti scontenti che lottava per ottenere sapone e carta igienica. Oggi conta circa 40 mila membri tra le carceri e le strade, e possiede una vasta rete di affiliati. Efficiente come una multinazionale, il PCC è all’origine dei sequestri record di cocaina in Europa e ha innescato violente guerre di territorio in Belgio e nei Paesi Bassi.
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Quando la tua vita digitale svanisce
di Julian Lucas sul New Yorker
Un telefono rotto o un disco danneggiato possono significare la perdita di lavoro, prove, opere d’arte o le ultime tracce di chi non c’è più. Ma a volte gli esperti di recupero dati riescono a far riemergere dal nulla i file perduti.
L’intelligenza artificiale è più intelligente degli umani? È una questione complicata
di Vivienne Ming sul Wall Street Journal
Una neuroscienziata ha condotto ricerche sull’intelligenza artificiale a confronto con quella umana. I risultati l’hanno sorpresa, e sostiene che ci siamo preoccupati delle cose sbagliate.
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La violenza ha plasmato Charlize Theron. Ma non la definisce
di Lulu Garcia-Navarro sul New York Times Magazine
L’attrice Charlize Theron è cresciuta con un padre alcolizzato. Quando aveva quindici anni, lui cercò di uccidere lei e la madre, sparando attraverso la porta della sua camera da letto. Sua madre lo uccise a sua volta con un colpo di pistola, in un gesto che fu riconosciuto come legittima difesa. Un’intervista intima.
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Il tentativo del lusso di reinventarsi
di Adrienne Klasa, Elizabeth Paton e Silvia Sciorilli Borrelli sul Financial Times
Molti marchi della moda hanno alzato bruscamente i prezzi. E milioni di clienti hanno deciso di abbandonarli. E adesso?
L’arte nell’èra trumpiana
di Zachary Small sul New York Times
Il Dipartimento di Stato ha scelto Jenni Parido come commissaria del Padiglione statunitense alla Biennale di Venezia di quest’anno. Solo l’anno scorso ha fondato l’organizzazione no profit American Arts Conservancy e non ha alcuna esperienza professionale nel mondo dei musei. In precedenza gestiva un negozio di cibo per animali.












