Microbi e data center | 29 maggio - 04 giugno 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Il nostro pianeta che si surriscalda è una piastra di Petri per nuovi e letali microbi
di Shayla Love sul New Yorker
L’estate scorsa, sulle Alpi svizzere, l’autrice ha assistito alla cerimonia di premiazione del Frontiers Planet Prize, che assegna un milione di dollari a progetti di ricerca ambientale. Una finalista ha attirato la sua attenzione: una microbiologa polacca che ha tracciato i microbi che fuggivano dai ghiacciai mentre si scioglievano. Questi microrganismi possedevano geni in grado di eludere gli antibiotici, e la ricercatrice ha avvertito che potrebbero trasmettere istruzioni genetiche ad altri batteri, dando vita a superbatteri resistenti agli antibiotici.
Sembrava la trama di un romanzo di fantascienza. Ma le ha anche fatto capire che, per gran parte della sua vita, quando si preoccupava del cambiamento climatico, pensava soprattutto agli orsi polari alla deriva su lastre di ghiaccio, o alle api che morivano a frotte prima di poter impollinare le piante. Con il mutare delle temperature globali e dei regimi meteorologici, però, c’era chiaramente un’altra categoria di organismi colpiti che le era sfuggita: i microbi, la forma di vita più dominante sulla Terra.
Alcuni microbi ci fanno ammalare. Molti altri aiutano il nostro corpo a funzionare e mantengono in vita anche il pianeta. Producono ossigeno nell’atmosfera, decompongono i materiali di scarto e aiutano le piante ad assorbire i nutrienti. Inoltre, sono maestri dell’adattamento. Se gli ecosistemi in cui vivono cambiano, cambieranno anche loro – molto più velocemente e molto meglio di quanto facciano gli esseri umani.
Per quasi un anno, l’autrice si è dedicata a capire come il cambiamento climatico stia trasformando il mondo microbico. A volte, un pianeta che si surriscalda significa che un microbo diventerà più pericoloso per l’uomo. Agenti patogeni come il batterio “mangiacarne” Vibrio vulnificus stanno diventando più diffusi, perché prosperano nelle acque più calde. I funghi, invece, preferiscono crescere a temperature più fresche, il che significa che gli esseri umani sono in gran parte protetti dalle malattie fungine, per via di quanto è caldo il nostro corpo. Con il riscaldamento del clima, però, alcuni funghi potrebbero avere la possibilità di superare quella barriera termica. E molti altri microbi benefici e innocui si adatteranno a loro volta, con effetti sconosciuti e di vasta portata. “Il nostro pianeta è la provetta”, le ha detto un biologo. “Lo rendiamo un po’ più caldo, e tutto cambierà”.
Una madre contro un data center
di Juliet Macur sul New York Times
“Non può fermare questo data center”, si è sentita dire. Ma Kassi Solberg ha avviato una battaglia contro la costruzione di un complesso, grande quanto 3.800 campi da football, vicino a casa sua. Una storia locale che racconta tanto sulla complessità del mondo contemporaneo.
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Dovresti automatizzare la tua vita?
di Joshua Rothman sul New Yorker
Un nuovo esperimento suggerisce che è arrivato il momento di abbracciare l’AI alle proprie condizioni.
Come l’AI minaccia i giganti della consulenza
di Ellesheva Kissin sul Financial Times
La tecnologia apre le porte a sfidanti più piccoli ma ben finanziati, pronti a sottrarre quote di mercato alle Big Four e ad altri.
Dentro il mondo dell’assistente di Jeffrey Epstein
di Sophie Elmhirst sul Guardian
Nessun nome compare negli Epstein Files più di quello di Lesley Groff, la sua assistente. Scorrendo le migliaia di email, sorge una domanda inquietante: cosa sapeva? Un’indagine.
Nadal e il tennis del dolore
di Marco Imarisio su Mezza Riga
È questa educazione militare inflitta a un bambino la radice della sua incredibile forza interiore, della sua capacità di resistere alle avversità, agli insulti muscolari che lo hanno perseguitato. […] La sua sofferenza si è sempre trasfusa in una cattiveria agonistica che era riflesso naturale, anch’essa costruita pezzo per pezzo, con le coppe vinte a dieci anni gettate subito nella spazzatura con metodo. Ma è proprio attraverso la sofferenza che Rafa è diventato anche un genio del tennis. A livello sportivo, è morto e risorto almeno una decina di volte.
L’educazione maiorchina di zio Toni, il corpo sacrificato per rincorrere palline impossibili, il dritto riscritto e il rovescio reinventato per sopravvivere a se stesso, fino al genio della tattica.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni.
L’Ozempic potrebbe rimodellare il cervello
di Ariana Eunjung Cha sul Washington Post
I farmaci GLP-1 potrebbero riconfigurare circuiti coinvolti non solo nell’appetito, ma nelle emozioni, nel desiderio e oltre.
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Hanno iniziato la fecondazione in vitro, poi si sono separati. Ora a chi va l’affidamento degli embrioni?
di Caroline Kitchener sul New York Times
Per Erin Millender, 47 anni, sarà probabilmente l’ultima possibilità di diventare madre. Suo marito non vuole più avere un figlio con lei.
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La notte in cui il mio matrimonio è andato in pezzi
di Chris Jones su The Atlantic
Nell’arco di circa venti minuti, ho perso mia moglie, il mio migliore amico e la mia presa sulla vita. Ritrovarla ha richiesto molto più tempo. Un saggio personale.
Nicolas Cage ha fatto di sé una leggenda. Poi ha dovuto conviverci
di David Marchese sul New York Times Magazine
Una bellissima intervista a un attore che, nonostante tutto, forse abbiamo sottovalutato.












