Insabbiare un desiderio | 20 - 26 marzo 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Cosa c’è dietro il nuovo disordine mondiale di Trump?
di Daniel Immerwahr sul New Yorker
Una politica estera senza più le pretese liberali e le ambizioni globali, un tempo, avrebbe potuto sembrare una formula per essere più cauti. Ma, come dimostra l’attacco all’Iran, il rifiuto dell’ordine mondiale del dopoguerra ha permesso a Trump di liberarsi dei vincoli che avevano preservato il primato americano.
Non possiamo lasciar morire il diritto internazionale
di Margaret MacMillan sul Financial Times
Anche chi difende le regole ormai ne parla al passato. Ma restano indispensabili, sostiene in questo ottimo saggio una illustre storica di Oxford.
Uno dei più grandi insabbiamenti della CIA degli ultimi anni
di Michael Weiss su The Insider
Uno dei migliori giornalisti d’inchiesta in circolazione svela il retroscena su quella che definisce la più grande operazione di insabbiamento dell’intelligence della sua carriera: il modo in cui la CIA avrebbe lavorato per sopprimere e screditare i resoconti sulla sindrome dell’Avana, la misteriosa malattia che colpisce diplomatici e agenti americani in tutto il mondo.
Nel 2024, The Insider e i suoi partner investigativi di 60 Minutes e Der Spiegel hanno portato alla luce prove secondo cui gli “Anomalous Health Incidents”, noti anche come sindrome dell’Avana, erano con ogni probabilità il risultato di un’arma a energia diretta usata da membri dell’Unità 29155 del GRU russo. Dopo altri due anni di ricerche, quel corpo di prove non ha fatto che ampliarsi e rafforzarsi. Tuttavia, a causa di un’indagine interna della CIA che sembra essere stata deliberatamente concepita per non tenere conto di nessuna di quelle prove, la più prestigiosa agenzia di spionaggio del mondo si trova ora lacerata da tensioni tra dipendenti che vogliono giustizia per i colleghi presi di mira e altri che continuano a sostenere che “non c’è niente”.
Adesso è un cittadino statunitense a guidare il principale cartello messicano
di José de Córdoba, Santiago Pérez e Steve Fisher sul Wall Street Journal
L’ultimo boss del Cartello Jalisco Nueva Generación rischia di complicare gli sforzi degli Stati Uniti per sradicare il narcotraffico messicano. Appena il leader ucciso, Nemesio “El Mencho” Oseguera, è stato sepolto in una bara d’oro all’inizio di marzo, il figliastro nato in California ha cominciato la sua ascesa al trono. Le agenzie di intelligence americane potrebbero ora trovarsi di fronte a ostacoli legali nel prendere di mira Juan Carlos Valencia González e nel raccogliere dati personali su di lui, a causa del suo luogo di nascita. Questo rischia di indebolire un’importante partnership tattica sviluppatasi tra la presidente del Messico e Washington.
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Come funziona la rivoluzione robotica della Cina
di Chang Che sul Guardian
Quanto siamo vicini alla visione fantascientifica di robot umanoidi autonomi? Per scoprirlo ho visitato undici aziende in cinque città cinesi.
Cesar Chavez, icona dei diritti civili, è accusato di aver abusato di ragazze per anni
di Manny Fernandez e Sarah Hurtes sul New York Times
Questa inchiesta rivela ampie prove del fatto che il cofondatore della United Farm Workers, uno dei più noti tra i sindacalisti e gli attivisti statunitensi, celebre per le sue lotte in favore dei braccianti agricoli di origine ispanica, adescasse e abusasse sessualmente di ragazze che lavoravano nel movimento.
Gli autori hanno intervistato diverse donne che hanno raccontato la loro storia per la prima volta, oltre ad altre persone, tra cui i più stretti collaboratori e i familiari di Cesar Chavez. Hanno, inoltre, esaminato centinaia di pagine di documenti sindacali, email riservate, fotografie e altro materiale.
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Perché non riesci a finire niente?
di Joshua Rothman sul New Yorker
Perché non riesci a finire niente? È la domanda che mi faccio ogni volta che mi siedo a quel tavolo pieghevole per scrivere. È perfettamente normale, certo, che i progetti restino incompleti; ci vuole tempo per fare più o meno qualunque cosa abbia valore. E un mucchio di progetti lasciati a metà non deve per forza essere qualcosa di opprimente: in un certo stato d’animo può perfino essere una testimonianza incoraggiante della tua ambizione e della tua immaginazione. A un certo punto, però, si oltrepassa una linea. Il non ancora finito diventa semplicemente il non finito. I romanzi si accumulano in un cassetto; gli aggeggi in medias res diventano nidi di pezzi e fili. Il dinamismo svanisce, e si deposita la stasi. Qualunque fosse il tuo progetto, adesso resta lì, un peso, un rimprovero.
Le capacità necessarie per portare a termine le cose non sono sempre quelle che ti aspetti.
Lo sport del demonio
di Teo Filippo Cremonini su Mezza Riga
Il tennis è uno sport strano: quando il destino in campo pare già scritto, tutto può cambiare all’improvviso. E una vittoria in tasca diventare un dolore lacerante.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni. Iscriviti alla newsletter, è gratuita.
Una notte di sonno
di Vincenzo Latronico su The Yale Review
Fin dall’infanzia, definisco i periodi della mia vita in base al flusso e riflusso della mia insonnia: il 1998 è stato un brutto anno; il 2012 il peggiore fino a quel momento; brutti anche il 2021, il 2022, il 2023. Il 2019 è andato bene. Il 2025 è andato bene finché non ho cominciato a pensare seriamente a questo saggio. Raccoglievo appunti, dormendo piuttosto bene; poi, su un aereo per la Polonia, ho scritto la prima frase nell’app Note. Il giorno dopo mi sono svegliato alle 4 del mattino nel mio hotel di Cracovia. L’insonnia, come un genio maligno, si lascia evocare con facilità.
L’ultimo desiderio di mia madre mi ha portato in un viaggio che non dimenticherò mai
di Maggie Shipstead sul New York Times Magazine
Ciò che credevo fosse un peso era un legame che mi teneva unito al di là del confine della morte. Una storia personale.












