Illudersi è normale | 26 giugno - 02 luglio 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Storia del “sogno americano”
di Hua Hsu sul New Yorker
È strano rendersi conto che un termine simile abbia una storia, dato che la fede nella mobilità sociale sembra connaturata alla coscienza americana, come un sistema operativo di cui ci accorgiamo solo quando si inceppa o ha bisogno di un aggiornamento.
In che modo un’espressione coniata durante la Grande Depressione è diventata un credo nazionale, un marchio globale e un ricettacolo di disillusione. Un saggio.
Hua Hsu è autore del memoir Stay True. Tracce di un’amicizia, per il quale ha vinto il premio Pulitzer, pubblicato dalla nostra casa editrice NR edizioni.
È la fine dell’islam politico?
di Ben Hubbard sul New York Times Magazine
Per decenni, il governo islamico ha esercitato un certo fascino in Medio Oriente. Ora alcuni studiosi affermano che l’ondata islamista sia passata. È davvero così?
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L’illusione di Marte
di Henry Wismayer su Noema Magazine
Stabilire una colonia umana su Marte è irto di rischi. Perché così tante persone sono ossessionate dal riuscirci? Un’indagine.
Una nazione di robot
di Joe Leahy, Tina Hu e William Langley sul Financial Times
La forza lavoro della Cina è destinata a scendere a 300 milioni entro la fine del secolo. Pechino vuole gli umanoidi per colmare il divario di manodopera legato al declino demografico.
L’infanzia di Jeffrey Epstein
di Lisa Miller e Steve Eder sul New York Times
“Jeff” è cresciuto in un mondo chiuso, frequentava un ristretto gruppo di ragazzi brillanti ed era fissato con le ragazze. Si nascondeva un mostro in piena vista? Un’inchiesta eccellente.
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Sul vietare i social ai minori
di Laura Fontana su Beat and Love
Davvero non basta già la fatica di essere teenager? Davvero c’è bisogno di aggiungerci anche le dirette su TikTok, gli algoritmi che decidono cosa desiderare, i filtri che riscrivono il volto e le metriche che trasformano ogni esperienza in una prestazione da misurare?
Il punto non è stabilire se i ragazzi siano abbastanza maturi per i social. Forse dovremmo domandarci se i social siano abbastanza maturi per i ragazzi.
Beat and Love è un progetto editoriale di Laura Fontana, prodotto da NightReview e NR edizioni. Fenomenologia online e sociologia digitale, content economy e pop culture, piattaforme social e shitstorm.
Cosa la scienza sa del lutto
di Amanda Petrusich sul New Yorker
Dopo la morte di mio marito, non ero mai stata così malleabile, fragile, aperta o a nudo. È stato allora che ho provato la terapia EMDR. Una splendida storia personale.
La morte di mio padre è stata l’inizio della mia vita
di Megan K. Stack sul New York Times
Mio padre è morto su una branda dell’hospice, in salotto, circondato dalla sua famiglia, dai suoi libri e dai suoi dischi, e dalla poltrona dove ogni mattina, da quando potevo ricordare, leggeva il giornale.
Non è stata una morte serena. Mio padre aveva solo 58 anni, ed era furioso. Quando l’infermiera gli passò per la prima volta sulle labbra una spugna imbevuta di morfina, lui gracchiò: “Non c’è bisogno che mi droghiate”. Quel ricordo non mi raggela più. Ora mi stupisco che persino una vita tormentata fosse tanto preziosa da spingerlo ad aggrapparvisi, e che mio padre realizzasse l’ideale del poeta infuriandosi contro il morire della luce.
Un saggio.
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Il culto della gratificazione differita è una menzogna
di Ian Bogost su The Atlantic
L’incanto sensoriale della vita quotidiana può sovvertire la monotonia insipida del nostro mondo iper-ottimizzato e anodino.
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A che serve il sesso, dopotutto?
di Elizabeth Kolbert sul New Yorker
Le forme di vita del mondo si riproducono sessualmente in una sconcertante varietà di modi, anche se gli scienziati non sono ancora sicuri del perché si prendano questo disturbo.












