Il miracolo che non volevamo | 12 - 18 giugno 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
L’impero degli abusi di Andrew Tate
di Heidi Blake sul New Yorker
Appena a nord di Bucarest sorge un complesso residenziale ordinato, fatto di case dai tetti spioventi rossi, noto come American Village. È un luogo improbabile per essere al centro di un intrigo criminale internazionale, ma sul suo confine occidentale si estende una vasta proprietà, sorvegliata da guardie armate, che appartiene all’influencer angloamericano Andrew Tate e a suo fratello minore, Tristan. I Tate si sono trasferiti in Romania una decina di anni fa per costruire un impero della pornografia online, e American Village era il posto in cui tenevano le loro reclute.
Un giorno dell’aprile 2022, Iasmina Pencov si trovava in una villa vicino alla proprietà, in convalescenza dopo un’operazione. Ex studentessa di psicologia, snella e con i capelli scuri, aveva conosciuto Andrew Tate l’anno precedente e aveva accettato di attraversare la Romania per stare con lui. Tate le aveva detto che la considerava sua moglie, e quando le chiese per la prima volta di spogliarsi davanti alla telecamera lei rimase sconvolta. “Sono all’antica e credo in Dio”, gli scrisse in un messaggio. “Il mio corpo è una cosa intima e solo mio marito dovrebbe poterlo toccare e vedere”. Ma lui l’aveva logorata: “Ho individuato le obiezioni e le ho demolite”, scrisse in alcuni messaggi privati in cui descriveva il suo reclutamento. “Non ha mai creduto in dio. Le donne non credono mai in niente”.
Come la figura simbolo della manosfera ha costruito una fortuna – ed è diventato una forza politica – sfruttando sistematicamente le donne. Un’inchiesta superba.
Per migliorare l’esercito ucraino, una donna ne denuncia i lati peggiori
di Maria Varenikova sul New York Times
La quarantenne Olha Reshetylova ha ricevuto dal governo l’incarico di vigilare sui diritti dei soldati. Alcuni comandanti la mal sopportano, ma lei sostiene che il suo lavoro renda le forze armate più forti: “Anche sotto i bombardamenti, anche nell’esercito, anche in guerra – prima di ogni altra cosa viene la dignità”. Un ritratto.
Guardando invece dall’altro lato della barricata, la nostra casa editrice NR edizioni ha recentemente pubblicato Disertore. Una storia d’amore e di guerra di Sarah A. Topol.
Un grande reportage narrativo che racconta la storia di un soldato che, dopo aver servito come capitano nell’esercito russo e combattuto in Ucraina, decide di abbandonare il suo paese. È una storia d’amore e disincanto, un’odissea di fuga e un crudo resoconto del conflitto. Ma è anche un ritratto rivelatore della decomposizione dell’apparato militare russo – la sua brutalità, il suo caos, la sua corruzione – e del crollo morale di un intero sistema che pretende fedeltà assoluta in cambio della vita stessa. Un viaggio nella mente di un paese: un mosaico di apatia, obbedienza e rivolta improvvisa, sempre soffocata sul nascere.
A questo link puoi leggere un estratto dal libro.
Come l’FSB ha tagliato fuori la Russia da internet
di Anastasia Stognei e Max Seddon sul Financial Times
I blackout della rete hanno costretto una delle nazioni più connesse al mondo a tornare ai contanti, alle mappe cartacee e alle telecamere per animali domestici.
Una “trasformazione miracolosa”: come Kim Jong-un ha blindato la Corea del Nord
di Choe Sang-Hun sul New York Times
Il dittatore ha sfruttato la pandemia per stringere spietatamente la presa sul paese. Poi ne ha rilanciato l’economia facendo leva sulla guerra della Russia in Ucraina.
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Il Boeing 747 inizia la sua discesa finale
di Ian Bogost su The Atlantic
Quel jet era forse l’apice dell’eccellenza ingegneristica americana. Il suo pensionamento segna la fine di un’èra della cultura – e dell’ambizione – americana.
Quando è il momento di dire addio a un animale?
di Sunita Puri sul New Yorker
Quando Jessamyn Kennedy iniziò la facoltà di veterinaria, circa vent’anni fa, quasi nessuno portava il proprio cane all’asilo o al brunch. Le visite veterinarie servivano per le vaccinazioni e le malattie acute, non per i controlli di routine. Col tempo, però, sempre più persone hanno iniziato a considerare gli animali domestici come figli, partner o terapeuti, compagni capaci di consolare come nessun altro. E la pratica veterinaria si è specializzata in tanti campi, così che gli animali domestici potessero avere accesso a interventi come la dialisi e la chemioterapia, che hanno cambiato la loro aspettativa di vita e introdotto, per i loro padroni, una nuova incertezza su come riconoscere quando era il momento di lasciarli andare. Negli anni Settanta, le cure hospice si svilupparono man mano che le persone resistevano alla spinta a prolungare la vita a ogni costo, preferendo invece concentrarsi su una morte serena, spesso a casa. Oggi prendersi cura di un animale malato comporta le stesse domande: cosa significa garantire una buona qualità della vita? E quanta sofferenza è troppa?
Verrà la morte e ci faremo un post
di Laura Fontana su Beat and Love
Mi sono ritrovata a dover fare i conti con l’elaborazione di un lutto, per una persona che avevo conosciuto e frequentato quasi esclusivamente online. Solo che, nelle lande virtuali dei social, non esistono veri e propri rituali condivisi per elaborare una perdita: ognuno improvvisa come può, in parte ispirandosi ai riti del mondo reale, in parte sfruttando le modalità e i linguaggi dei social.
I rituali del lutto online nella dimensione performativa dei social media.
Beat and Love è un progetto editoriale di Laura Fontana, prodotto da NightReview e NR edizioni. Fenomenologia online e sociologia digitale, content economy e pop culture, piattaforme social e shitstorm.
Quando cade un eroe
di Simone Spetia su Mezza Riga
Se Jannik Sinner avesse modi e atteggiamenti diversi, la sua sconfitta a Parigi sarebbe perfettamente assimilabile a una caduta da mito greco. La hybris, che tendiamo grossolanamente a tradurre come superbia o tracotanza, è il momento nel quale l’eroe oltrepassa i limiti che sono imposti all’uomo dagli Dèi ed essi prima lo puniscono, per poi farlo cadere in rovina.
Non è tipo da hybris, Sinner, ma noi lo siamo. E può darsi che raccontandone la striscia di vittorie, la quasi invincibilità, l’assenza di rivali, lo abbiamo spinto ad abitare questa narrazione. Gli Dèi non puniscono la grandezza, ma chi nella grandezza dimentica di essere mortale. Forse glielo abbiamo fatto dimenticare.
Nella forza di ogni tennista, così come in quella di ogni essere umano, c’è la sua debolezza. Da Sinner a Nadal, passando per Churchill e Simone Biles.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni.
Perché abbiamo ancora bisogno di Steven Spielberg
di Wesley Morris sul New York Times Magazine
Hollywood è in difficoltà, ma Spielberg insiste: il grande schermo è ancora il luogo migliore per elaborare i nostri sogni, le nostre paure, le nostre gioie e i nostri dolori collettivi.
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Mother Fucker
di Emily Ratajkowski sul New York Magazine
Dopo essere diventata una mamma single, Emily Ratajkowski ha iniziato a frequentare uomini in modo compulsivo per capire che tipo di donna volesse essere. Un saggio personale.












