Falsari di noi stessi | 17 - 23 luglio 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Il nostro incubo della chirurgia estetica
di Jia Tolentino sul New Yorker
Per prendere in prestito un’espressione di Simone de Beauvoir, il volto non è una cosa ma una situazione – una situazione sempre più tecnicamente bella ma spiritualmente meno attraente, colma di nuove informazioni ma priva di significato umano. Oggi i giovani si iniettano il viso e sembrano vecchi; i vecchi si iniettano il viso e appaiono perturbanti; un ventenne è diventato famoso per essersi colpito la mascella con un martello per diventare più attraente; gli adolescenti chiedono a sconosciuti su internet se un lifting sia la loro unica speranza. Internet stravolge con disinvoltura le nozioni basilari di identità personale, ridefinendo le persone come merci e smembrandoci per ricavarne pezzi. Ma solo di recente questo processo si è impresso in modo così specifico sul volto, tradizionalmente considerato una porta d’accesso alla nostra umanità. Il volto si sta separando dalla persona, e la persona si sta separando dall’anima, e tutto questo accade davanti a noi, sui nostri telefoni, nel modo più banale, ogni giorno.
Man mano che gli interventi estetici diventano al tempo stesso più invisibili e più estremi, il nostro legame con la realtà si sfilaccia. Un saggio eccezionale.
Jia Tolentino è autrice della raccolta di saggi Trick Mirror. Le illusioni in cui crediamo e quelle che ci raccontiamo, pubblicata dalla nostra casa editrice NR edizioni.
La caccia al falsario che cerca di creare la banconota perfetta
di Yudhijit Bhattacharjee sul New York Times Magazine
Sulle tracce dei migliori falsari del mondo. Una storia incredibile.
Link senza paywall creato per gli iscritti a NightReview
Il Dottor Stranamore ucraino
di Simon Shuster su The Atlantic
Un progettista di razzi dal passato ambiguo si è messo in testa di costruire uno scudo missilistico con l’Europa. E senza gli Stati Uniti. Un ritratto.
Come Putin ha trasformato il Giappone in un covo di spie
di Jane Bradley, Michael Schwirtz e Adam Goldman sul New York Times
I paesi occidentali hanno espulso centinaia di spie russe dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca nel 2022. Da allora, decine di quelle spie bandite sono ricomparse in un luogo inaspettato: il Giappone.
Al cuore dell’operazione c’è una riservata unità dell’intelligence militare russa: questa inchiesta ricostruisce il funzionamento del 20° Direttorato e il ruolo cruciale che svolge nel sostenere la guerra. Spacciandosi per diplomatici o uomini d’affari, i suoi agenti comprano o rubano tecnologie belliche e le contrabbandano in Russia.
Link senza paywall creato per gli iscritti a NightReview
“Questo processo si è trasformato in una forma di tortura”
di Kaya Genç sul Guardian
Fu eletto sindaco di Istanbul nel 2019, e annunciò la propria candidatura alle elezioni presidenziali del 2028, sfidando Erdoğan. Ma Ekrem İmamoğlu è ora dietro le sbarre, e il suo processo, con accuse che comprendono frode e criminalità organizzata, potrebbe durare dodici anni.
L’operazione segreta di Israele per far salire al potere Ahmadinejad
di Mark Mazzetti, Julian E. Barnes, Farnaz Fassihi e Ronen Bergman sul New York Times
I dettagli del piano per insediare Ahmadinejad come prossimo leader dell’Iran sembrano usciti da un romanzo di spionaggio. Un incontro in un’università di Budapest, durante il quale l’ex presidente iraniano dovette seminare la propria scorta. Un raid aereo israeliano per liberarlo dagli arresti domiciliari, seguito da una corsa affannosa a bordo di un’auto del Mossad verso un rifugio segreto (e forse anche un ricorso al botox).
È difficile sopravvalutare quanto sia sorprendente la decisione di Israele di costruire un piano di regime change attorno a quest’uomo. Un tempo era estremamente ostile verso i paesi che ora si propongono di insediarlo come nuovo leader dell’Iran. Aveva inoltre supervisionato l’accelerazione del programma nucleare iraniano, così come la sanguinosa repressione governativa del Movimento Verde, nato per protestare contro la sua contestata rielezione ai danni di un candidato considerato riformatore.
Era questo l’uomo che avrebbe dovuto guidare e stabilizzare un paese diviso all’indomani della guerra?
Link senza paywall creato per gli iscritti a NightReview
La visione di un non credente sul massacro di Jonestown
di Hua Hsu sul New Yorker
Il 18 novembre 1978, più di novecento membri del Peoples Temple morirono a Jonestown, l’insediamento agricolo che avevano fondato in una remota regione della Guyana settentrionale. Molti, rispondendo all’appello al “suicidio rivoluzionario”, bevvero del Flavor Aid mescolato al cianuro; altri che opposero resistenza furono avvelenati con la forza. Ma quasi tutti i fedeli erano finiti lì, a migliaia di chilometri da casa, a causa di Jim Jones. Ardente e carismatico, Jones fondò quello che sarebbe diventato il Peoples Temple a Indianapolis a metà degli anni Cinquanta, predicando un sistema di credenze che univa il millenarismo cristiano a visioni di riscatto socialista. Era particolarmente popolare tra gli afroamericani, e usava il pulpito per perorare l’integrazione e la giustizia sociale. Come molti outsider dell’America di metà secolo, alla fine il Tempio si diresse a Ovest; Jones e i suoi seguaci avrebbero infine trovato casa a San Francisco. Per un certo periodo furono noti per il loro impegno nel sociale e nell’uguaglianza razziale, oltre che per la disponibilità a farsi vedere alle proteste e a sostenere i compagni in difficoltà.
Nel suo reportage Shiva Naipaul si concentra più sui meccanismi della fede che sul solito cliché del leader carismatico della setta. Un saggio critico.
Hua Hsu è autore del memoir Stay True. Tracce di un’amicizia, per il quale ha vinto il premio Pulitzer, pubblicato dalla nostra casa editrice NR edizioni.
Qualcuno ha scritto la mia biografia con l’AI
di Kashmir Hill sul New York Times
L’ho scoperto addirittura un anno dopo che qualcuno l’ha pubblicata. Migliaia di libri simili stanno inquinando Amazon. Chi c’è dietro tutta questa robaccia?
Link senza paywall creato per gli iscritti a NightReview
La fine della scuola
di Federico Ferrero su Mezza Riga
Le superfici non erano semplicemente diverse: producevano tennisti pensati diversamente, atleti dal DNA non modificabile. Sorgevano e tramontavano campioni immensi con un vuoto nel palmarès che raccontava un limite tecnico e culturale. [...] Negli ultimi vent’anni il tennis ha progressivamente cancellato le frontiere, limato le diversità e, come conseguenza forse non appieno considerata, disincentivato la specializzazione.
Ogni superficie formava un tennista diverso, con la sua tradizione e i suoi maestri. Oggi, ai quattro angoli del mondo, si studia una materia sola.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni.
La regina degli abissi
di Michael Acton sul Financial Times
“Siamo sul punto di essere divorati dalla natura”. Un’intervista all’oceanografa Sylvia Earle, che racconta di aver guidato oltre 100 spedizioni marine. E del perché continua a immergersi a novant’anni.












