Falsa lingua | 15 - 21 maggio 2026
Le migliori long read dall’Italia e dal mondo
Nella sfida tra un dodicenne ucraino e un drone russo, ha vinto il dodicenne. E ha salvato la sua famiglia
di Steve Hendrix e Kostiantyn Khudov sul Washington Post
Nell’Ucraina settentrionale, un soldato ha insegnato ad Anatolii Prokhorenko come disattivare i droni a fibra ottica che la Russia usa per dare la caccia ai civili ucraini, in una campagna che l’ONU ha bollato come crimine di guerra.
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Scrivere dell’èra di Trump in un libro di storia
di Jill Lepore sul New Yorker
Come si aggiorna un manuale di storia americana quando il passato del paese è diventato un campo di battaglia politico?
Lavoro a Hollywood. Tutti quelli che facevano TV adesso addestrano l’AI di nascosto
di Ruth Fowler su Wired
Per sceneggiatori come me, e per chi cerca lavoro in generale, i lavoretti per l’AI sono ciò che una volta significava fare il cameriere. In otto mesi, ho portato a termine venti di questi contratti alienanti per cinque diverse piattaforme. È qualcosa di terribile.
Le matricole di Stanford che vogliono dominare il mondo
di Theo Baker su The Atlantic
Quando ero una matricola alla Stanford University, ho imparato a scolarmi una birra tutta d’un fiato da un tipo di una confraternita. Poco tempo dopo, quello stesso tipo ha lasciato gli studi e ha fondato un’azienda di AI. Sei mesi più tardi era valutata più di un miliardo di dollari.
Per la maggior parte degli studenti, Stanford è una normale università competitiva, dove si va a lezione e nei bar, ci si innamora e si va nel panico per gli esami. Ma una ristretta cerchia frequenta qualcos’altro: una Stanford dentro Stanford, dove i venture capitalist corteggiano diciottenni e diciannovenni, elargendo mentorship, soldi e inviti alle feste sugli yacht nel tentativo di trasformare le promesse in profitto.
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Il buco nel ghiaccio in capo al mondo
di Raymond Zhong sul New York Times
Dieci persone. Otto settimane. Novecento metri da perforare per attraversare un ghiacciaio antartico in rapido scioglimento. Una grande storia.
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La scoperta sbalorditiva che potrebbe collegare la medicina orientale e quella occidentale
di Avraham Z. Cooper sul New York Times Magazine
L’individuazione di un altro sistema circolatorio nel corpo umano potrebbe avere enormi implicazioni scientifiche.
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Pensiamo troppo al futuro?
di Joshua Rothman sul New Yorker
Per gran parte della storia, le persone non hanno provato a prevederlo. Forse era una scelta saggia.
Quando il canarino di mio padre volò via
di Ellen Barry sul New York Times
Nelle fasi finali della sua demenza, un ricordo d’infanzia perduto da tempo è riaffiorato, perfettamente formato. Cosa stava succedendo nel suo cervello?
Un potente saggio personale si mescola con un affascinante reportage scientifico in questa esplorazione di ciò che la demenza ci porta via.
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Falsissimo me: Fabrizio Corona
di Laura Fontana su Beat and Love
Saldati i conti con la giustizia, si reinventa online: meno Tony Montana, più maestro di vita. Si appropria dei linguaggi dei social e li conquista, sempre mosso dall’adrenalina per la notizia. Un ritratto.
Che sia online o in una cornice più tradizionale come quella di un teatro, le regole dello spettacolo restano comunque sempre le stesse. Fabrizio Corona non è il grande romanzo italiano, né una sequenza di fatti mediatici. È piuttosto l’incarnazione di un sistema instabile, in cui realtà e reality collassano l’una nell’altra, producendo esiti imprevedibili e talvolta catastrofici.
Beat and Love è un progetto editoriale di Laura Fontana, prodotto da NightReview e NR edizioni. Fenomenologia online e sociologia digitale, content economy e pop culture, piattaforme social e shitstorm.
La lingua dei segni
di Agnese Morganti e Gianni Montieri su Mezza Riga
Addomesticare, attraverso l’obiettivo, la terra rossa, l’impronta di una scarpa, un’ombra, una due tre palline prima del rimbalzo, il segno all’incrocio delle righe, immaginare il gesto prima che vada a compiersi, ha a che fare con un altro tipo di album, singolare, quasi religioso, poetico. Un album fatto di segni e silenzi, un album che lascia un sacco di cose fuori dagli scatti. Alcune verranno dopo, altre non verranno mai.
Rimbalzi, scivolate, dritti e rovesci: la terra rossa è l’unica superficie che conserva una memoria. Un numero fotografico per fermare quelle tracce, una a una, prima che vengano cancellate.
Ritratti, reportage, approfondimenti e saggi personali firmati da autori diversi per ogni numero: Mezza Riga è una newsletter di giornalismo letterario sul tennis. Curata da Simone Spetia, prodotta da NightReview e NR edizioni.












